Manuale Kitesurf: Cenni sui venti

Cap. 3 – Cenni sui venti

Per praticare kitesurf è necessario saper riconoscere intensità e direzione del vento.

Per misurare l’intensità del vento, cioè la sua velocità, si utilizza uno strumento chiamato anemometro. Con l’esperienza si riesce però a valutare da soli e con buona approssimazione (senza l’ausilio di un anemometro) la velocità del vento.

Direzione del vento
Direzione del vento rispetto alla spiaggia

Per individuare la direzione del vento si possono osservare vari segnali: il fumo dei camini, il movimento degli alberi, le increspature delle onde, lo sventolio delle bandiere, la forma delle nuvole.

Anche il vento parallelo alla spiaggia (side shore) è una buona condizione per le nostre uscite. In questo caso però dobbiamo tener conto che se la vela ci dovesse cadere e non fossimo in grado di farla ripartire, il vento tenderebbe a trascinarci parallelamente alla spiaggia: in questo caso, per rientrare a terra dovremmo quindi mantenerci abbastanza vicini alla costa e conoscere le basilari tecniche di rientro di emergenza (self rescue).Le condizioni ideali per praticare il kitesurf sono quelle in cui il vento soffia leggermente inclinato dal mare verso terra (side on shore): in questa situazione anche se dovessimo perdere la tavola o rimanere a mollo con la vela in acqua, il vento stesso ci riporterà verso terra.

Il vento che viene da mare verso terra (on shore) è una buona condizione ma per uscire con vento on-shore è necessario essere già esperti e saper bolinare: infatti che fin quando non ci saremo allontanati abbastanza, il nostro kite volerà sulla spiaggia, che in questo caso dovrà essere assolutamente deserta e priva di ostacoli.

E’ assolutamente pericoloso entrare in acqua con il vento che soffia da terra verso il mare (off shore) se non si ha un mezzo di recupero: con vento offshore, in caso di problemi, ci potremmo ritrovare al largo in pochi secondi.

3.1 Il vento in Sardegna

In Sardegna i venti da perturbazione che si presentano con più frequenza sono il Maetrale (direzione Nord-Ovest) e lo Scirocco (direzione Sud-Est).

Vento termico
Vento termico

A Cagliari (nella spiaggia del Poetto e nella vicina La Maddalena Spiaggia nel Comune di Capoterra), da aprile a settembre, durante le giornate più calde e in assenza di perturbazioni globali, soffia bel pomeriggio un “vento termico” (o “brezza di mare”) verso terra.

Il vento termico è una perturbazione locale originata dalla differenza di temperatura delle masse d’aria presenti sopra il mare (massa fredda) e sopra la terraferma (massa calda): la massa calda presente sulla terraferma si “alza” (aria ascendente) lasciando un vuoto che viene “riempito” dalla massa fredda presente sul mare; a sua volta il vuoto creato dalla massa fredda, viene riempito (aria discendente) dalla massa più fredda che sta ad una quota più alta con un movimento ciclico).

3.2 La rosa dei Venti

La “Rosa dei Venti”, qua raffigurata, indica le direzioni e i nomi dei principali venti.

I nomi dei venti derivano dalla loro direzione di provenienza se immaginiamo la Rosa dei Venti collocata nell’isola di Zante, sulla costa greca che si affaccia al Mar Ionio (Libeccio da Libia, Grecale dalla Grecia, Maestrale da Roma, “città maestra”). Vi sono rappresentati i quattro punti cardinali, nord, sud, est e ovest, con altrettanti quattro punti intermedi che determinano le seguenti altre direzioni, nord-est, sud-est, sud-ovest e nord-ovest. Di seguito i nomi dei venti:

Rosa dei Venti
Rosa dei Venti
  • Tramontana (Nord): vento gelido moderato, porta freddo gelido
  • Gracale (Nord-Est): vento forte specialmente in inverno, di solito non porta pioggia
  • Levante (Est): Vento caldo e umido
  • Scirocco (Sud-Est): vento caldo  frequesnte in primavera, spesso porta pioggie
  • Mezzogiorno o Ostro (Sud): vento caldo
  • Libeccio (Sud-Ovest): vento rafficato, caldo e afoso
  • Ponente (Ovest): vento fresco
  • Maestrale o Maestro (Nord-Ovest): vento freddo, spesso rafficato

 

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