Corso Istruttori FIV di Primo Livello: Terza Zona Cagliari 2017

Corso Istruttori FIV Primo Livello - Cagliari 2017 - Foto 4

In modo da soddisfare la curiosità dei tanti appassionati di vela e in maniera da conservare un piccolo “diaro”, in questo articolo abbiamo voluto riassumere lo svolgimento e i contenuti del Corso Allievi Istruttori FIV di Primo Livello svoltosi a Cagliari in Sardegna dal 21 Marzo 2017 al 26 Marzo 2017, organizzato dalla Terza Zona FIV.

Ricordiamo che, come indicato dalla FIV anche sul proprio sito web, il corso FIV per istruttori di primo livello si suddivide in tre moduli:

  • Un primo Modulo (modulo 1), il Corso Allievi Istruttori, che consiste di una parte teorica e di una parte pratica svolta da insegnanti e coordinatori FIV, con esame finale all’ultimo giorno di corso. Al superamento dell’esame, i partecipanti al modulo diventeranno allievi istruttori di primo livello;
  • Un secondo modulo (Modulo 2), che consiste di:
    • un tirocinio in cui gli allievi istruttori praticheranno quanto appreso nel modulo 1. Il tirocinio dovrà svolgersi presso una struttura ufficiale FIV;
    • alcune ore di partecipazione a raduni ed eventi zonali FIV;
  • Un terzo modulo (Modulo 3), che consiste di una parte teorica e di una parte pratica svolta da insegnanti e coordinatori FIV. Al termine del Modulo 3, gli allievi dovranno sostenere un esame al termine del quale, se superato positivamente, saranno Istruttori FIV di primo livello.

Inoltre rammentiamo che:

  • Una volta divenuti Istruttori FIV, per mantenere la qualifica di istruttore, è necessario iscriversi all’albo FIV degli istruttori;
  • il brevetto istruttore di vela FIV è riconosciuto dalla legge italiana;
  • a livello internazionale, sono riconosciuti i brevetti rilasciati da associazioni/federazioni riconosciuti dalla federazione internazionale di vela, la World Sailing;
  • La FIV opera sotto le leggi della legge italiane e del CONI.

Corso Allievi Istruttori FIV di primo livello – Modulo 1 – Giorno 1, Cagliari 21 Marzo 2017

Corso Istruttori FIV Primo Livello Modulo I Cagliari 2017
Corso Istruttori FIV, Cagliari Marzo 2017

Il corso ha avuto inizio con la presentazione dei coordinatori e docenti del corso (Fabio Barbieri, Massimiliano Roppolo, Giudo Todesco, Guido Ricetto) che hanno poi illustrato la struttura e l’organizzazione del corso.

In questo Corso FIV per istruttori di Primo Livello, sono state raggruppate le seguenti tre classi/discipline veliche:

  1. Tavole
  2. Derive
  3. Kiteboarding.

Le tre suddette discipline hanno svolto la maggior parte del corso congiuntamente e sono state “separate” solamente per alcune lezioni specifiche.

Il Modulo 1 del Corso istruttori FIV di primo livello si è articolato e svolto secondo in linea di massima il programma definito all’inizio del corso e consultabile a questo link.

La mattinata del primo giorno di corso si è conclusa con la presentazione di tutti i partecipanti al corso istruttori, ben 30 in questa edizione.

La lezione nel pomeriggio è proseguita con una spiegazione dei diversi gommoni e motori utilizzati di norma durante l’attività svolta dagli istruttori e di tutta l’attrezzatura di sicurezza necessaria per svolgere una lezione di vela.

La giornata si è conclusa con una lezione in cui il professor Lotti ha impartito ai presenti delle nozioni di meteorologia.

Corso Allievi Istruttori FIV – Modulo 1 – Giorno 2, Cagliari 22 Marzo 2017

Corso Istruttori FIV Primo Livello Cagliari 2017
Corso Istruttori FIV, Cagliari Marzo 2017

La mattinata del secondo giorno del corso Allievi Istruttori è stata dedicata alla preparazione atletica, in cui l’insegnante Scanu ha spiegato e mostrato alcuni degli esercizi che possono essere svolti in una preparazione atletica.

Buona parte del pomeriggio del secondo giorno di corso è stata invece dedicata a lezioni di pratica: Tavole, Derive e Kiteboarding hanno svolto lezione separatamente.

Il Gruppo Kiteboarding ha simulato lo svolgimento di una lezione di kite in spiaggia, alla sesta fermata del Poetto di Cagliari. Gli esercizi svolti sono stati i seguenti:

  • Descrizione ed armo di un kite;
  • Sistemi di sicurezza e spiegazione self rescue;
  • Esercizi con il trainer;
  • Lancio di un kite in sicurezza.

In questo secondo giorno del corso allievi istruttori FIV, sono stati illustrati anche alcuni punti dello statuto FIV e alcuni aspetti della Normativa Italiana che riguarda la responsabilità degli istruttori vela, e alcuni aspetti  legali e assicurativi sempre legati alla svolgimento dell’attività in una scuola vela.

Infine, il secondo giorno del corso allievi istruttori si è concluso con una lezione sulle metodologie di insegnamento.

Corso Allievi Istruttori FIV – Modulo 1 – Giorno 3, Cagliari 23 Marzo 2017

Corso Istruttori FIV Primo Livello Modulo I Cagliari 2017 Spiegazione Virata Matias Rey
Corso Istruttori FIV – Disegno Virata, Spiegazione Matias Rey

Questo terzo giorno del corso Allievi Istruttori FIV è stato dedicato quasi interamente alla

o svolgimento di una parte pratica: Tavole, Derive e Kiteboarding hanno simulato delle lezioni in acqua al fine di mettere in pratica parte degli insegnamenti appresi in aula. Parte dei partecipanti al corso hanno ricoperto il ruolo di allievi mentre gli altri hanno simulato gli istruttori.

Per quanto riguarda il Kiteboarding, questa parte pratica è stata suddivisa nei seguenti steps:

  • uscita in gommone e armare il kitesurf
  • Posizionamento della Boa 1 e esercizi di body drag
  • Posizionamento dboa 2 al traverso e prima navigazione
  • Self rescue e rientro.

La giornata si è conclusa con una spiegazione su Regolamento di Regata.

Corso Allievi Istruttori FIV – Modulo 1 – Giorno 4, Cagliari 23 Marzo 2017

In questa quarta giornata di corso istruttori FIV, iniziata con una lezione di preparazione atletica, gli aspiranti Allievi Istruttori FIV del kiteboarding, hanno effettuato una lezione tecnica sul kite e una prova di navigazione e di recupero dell’uomo a mare col gommone.  Quest’ultimo esercizio, è stato reso più arduo a causa del forte vento di scirocco e del mare un po mosso.

La giornata si è conclusa con dei cenni sulle Normative per le Scuole FIV e sulle diverse tipologie di Tesseramento FIV.

Corso Allievi Istruttori FIV – Modulo 1 – Giorno 5, Cagliari 23 Marzo 2017

Corso Istruttori FIV Primo Livello - Cagliari 2017 - Foto 3
Allievi del Corso Istruttori Fiv in Pizzeria | Cagliari 2017

A causa delle condizioni meteo poco favorevoli (vento assente), il comitato del corso Allievi Istruttori ha deciso di concludere il corso in questa giornata, con un giorno di anticipo sui sei giorni previsti.

Nella mattinata di questa quinta giornata di corso sono state illustrate le metodologie di insegnamento della FIV e sono state descritti alcuni aspetti logistici e di Sicurezza per l’organizzazione di un circolo federale FIV.

Nel pomeriggio, invece, gli allievi hanno sostenuto un test scritto di fine corso, in modo tale che gli esaminatori e i formatori potessero avere un’idea più chiara del livello raggiunto da ciascun aspirante allievo istruttore. Alla fine del test, ciascun allievo ha sostenuto un piccolo debriefing con gli esaminatori, sul test appena concluso e sugli aspetti da migliorare durante il modulo 2 del corso.

Corso Istruttori FIV Primo Livello - Cagliari 2017 - Foto 1
Allievi del Corso Istruttore FIV in Piazzeria

Infine, al termine del corso, gli aspiranti istruttori ancora presenti a Cagliari (in tanti sono dovuti partire per raggiungere casa in diverse zone della Sardegna), si sono dati appuntamento in pizzeria per concludere in bellezza una cinque giorni di corso impegnativa ma allo stesso tempo piacevole, dandosi appuntamento per il terzo modulo del Corso Istruttori FIV di primo livello che dovrebbe svolgersi a Cagliari alla fine di ottobre 2017.

 

Corso Istruttori FIV di Primo Livello: Terza Zona Cagliari 2017
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Manuale Kitesurf: Glossario

Cap. 13 – Glossario

  • Air Time o Hang Time: misura del tempo passato in aria durante un salto
  • Aspect Ratio: Il rapporto tra la larghezza e l’altezza di un kite. Kites con AR alto (BOW KITES) sono normalmente più tecnici, permettono salti più alti e hanno un wind range più ampio. Kites con AR basso  (C-KITES) sono più veloci e permettono un Air Time più lungo
  • Andatura di:
    • Bolina: si assume un’andatura di bolina ogni qualvolta risaliamo il vento (navigare “verso” il vento; l’angolo formato dalla direzione del vento e dalla direzione di navigazione è acuto)
    • Traverso: si assume un’andatura di traverso ogni qualvolta navighiamo in direzione perpendicolare alla direzione del vento (l’angolo formato dalla direzione del vento e dalla direzione di navigazione è all’incirca di 90°)
    • Lasco: si assume un’andatura di lasco ogni qualvolta navighiamo nella stessa direzione del vento (l’angolo formato dalla direzione del vento e dalla direzione di navigazione è ottuso)
    • Bladders: sono le camere d’aria che si trovano all’interno degli struts e della leading edge e che danno il sostegno necessario a mantenere la struttura rigida e un profilo preciso al kite
    • Body drag: manovra che consiste nel essere trascinato dal kite, senza la tavola ai piedi. Questa manovra, se effettuata correttamente, permette al kiter di bolinare senza tavola, di recuperare la tavola stessa o di tornare a riva senza tavola in caso di necessità
    • Chicken loop: anello (di solito in gomma) collegato alle front-lines del kite che viene agganciato al trapezio del kiter permettendo a questo di navigare senza dover sostenere con le braccia tutta la trazione esercitata dal kite
    • De-power: dispositivo che permette, allontanando o avvicinando la barra al corpo, di togliere o dare potenza all’ala
    • Finestra di volo: spazio aereo in cui il kite può volare. Può essere immaginato come un quarto di una sfera che si estende rispetto al vostro sguardo da 90 gradi a sinistra 90 gradi a destra e 90 gradi in alto
  • Kite (o aquilone o ala): è la vela che “trascina” il kiter, con l’aiuto del vento
  • Kiter (o pilota): atleta che pratica il kitesurf
  • Lanciare/rilanciare l’ala: termine corretto col quale si indica l’operazione di “decollo” o di “ri-partenza dall’acqua” del kite
  • Leading Edge (o bordo d’entrata): la parte del kite in cui si trova il bladder più lungo, detto anche bordo d’entrata in quanto, quando il kite è in aria, è la prima parte del kite ad essere colpita dal vento. Alle sue estremità vengono connesse le front-lines
  • Leash dell’ala: cordino (normalmente elastico) da collegare ad una delle linee del kite per far sì che, una volta azionato il sistema di sgancio rapido dell’ala (quick release dell’ala), il kite resti vincolato al trapezio ma sventi completamente
  • Nodo (knot): unità di misura del vento equivalente ad una miglia nautica (1,85 km) per ora (1 nodo = 1,85 Km/h)
  • Onshore: nella vela, si definisce generalmente come “vento onshore” un vento che soffia dal mare verso terra
  • Offshore: nella vela, si definisce generalmente come “vento onshore” un vento che soffia da terra verso il mare
  • Quick Release: sistema di sgancio rapido che permette al kiter di liberarsi velocemente dal kite in caso di emergenza
  • Side-Shore: nella vela, si definisce “vento side-shore” un vento che soffia parallelo alla spiaggia
  • Sopravento: è una definizione dipendente dalla provenienza del vento ed è un concetto relativo e non assoluto; se, ad esempio, abbiamo due oggetti A e B, avrà significato la frase “l’oggetto A è sopravento all’oggetto B” se l’oggetto A è “investito” dal vento prima l’oggetto B (non avrà significato l’affermare “l’oggetto A è sopravento”)
  • Sottovento: è una definizione dipendente dalla provenienza del vento ed è un concetto relativo e non assoluto; se, ad esempio, abbiamo due oggetti A e B, avrà significato la frase “l’oggetto A è sottovento all’oggetto B” se l’oggetto A è “investito” dal vento dopo l’oggetto B (non avrà significato l’affermare “l’oggetto A è sottovento”)
  • Sovrainvelato: avere un’ala di dimensione superiore a quella che sarebbe necessario avere per raggiungere facilmente la planata e far kite in sicurezza con l’intensità del vento presente
  • Sottoinvelato: avere un’ala di dimensione inferiore a quella che sarebbe necessario avere per raggiungere facilmente la planata con l’intensità di vento presente
  • Stallo: assenza di pressione (vento) sufficiente sul kite per poterlo mantenere in aria
  • Struts: sono le parti “gonfiabili” (le tasche) del kite poste di traverso alla leading edge. Normalmente in un kite ci sono dai 3 ai 5 struts
  • Trailing edge (o bordo d’uscita): è la parte posteriore del kite alle cui estremità vengono connesse le back-lines
  • Wind range: il campo di utilizzo di un kite (normalmente espresso in nodi) in cui un kite può essere utilizzato in condizioni di sicurezza. Il range viene influenzato notevolmente dal peso del rider: ad esempio due kiters di diverso peso, normalmente, avranno bisogno di due ali di misura diversa per uscire con lo stesso vento vento
  • Zenith: il punto in cui si trova il kite quando vola sopra la nostra testa (ore 12)
  • Zona di potenza (Power zone): è la zona della finestra di volo che si trova esattamente in basso e contemporaneamente di fronte al kiter, dove la forza (trazione) esercitata dal kite è massima

 

Manuale Kitesurf: Glossario
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Manuale Kitesurf: Partenze con la tavola (Water Starts)

Cap. 12 – Partenze con la tavola

Manuale Kitesurf - Partenze dall'acqua
Manuale Kitesurf – Partenze dall’acqua

Sfruttando tutto ciò che abbiamo imparato in precedenza, lanciamo il kite, prendiamo la tavola con una mano ed entriamo in acqua.

Supponendo di voler partire mure a dritta, una volta in acqua, dovremo:

  1. Posizionarci col vento alle spalle;
  2. Controllare di avere abbastanza spazio libero sottovento e nella direzione in cui intendiamo partire (nel nostro caso la destra);
  3. Posizionare il kite approssimativamente allo zenit;
  4. Metterci nella posizione corretta (come se stessimo seduti, col busto leggermente all’indietro e le gambe leggermente piegate; spalle al vento!);
  5. Portare la tavola di fronte a noi afferrandola per la maniglia;
  6. Inserire i piedi nelle straps se e solo se siamo nella posizione corretta.

A questo punto non dovremo far altro che ripetere i movimenti imparati durante la simulazione della partenza:

  1. Facciamo slittare leggermente il kite a sinistra lungo il bordo finestra (a ore 11);
  2. Facciamo scendere il kite in diagonale a destra verso il centro della finestra (deciso comando a destra);
  3. Appena cominciamo a sentire la trazione sufficiente a farci sollevare, assecondiamola con il corpo e contemporaneamente facciamo risalire il kite allo zenit (deciso comando a sinistra).

Questi movementi andranno ripetuti più volte (eseguendo dei movimenti simili agli 8 che abbiamo imparato a fare in precedenza) fino a che in nostro corpo non si solleverà con facilità dall’acqua portandoci alla planata.

Importante: è sempre meglio essere sottopotenziati (non avere troppa potenza nel kite) e cadere indietro anziché essere sovrapotenziati (avere troppa potenza nel kite) e cadere in avanti.

La posizione sulla tavola (cercate di non stare rigidi ma di essere un po molleggiati sulle gambe) e della tavola si impareranno solo con la pratica e con le cadute!

In ogni caso si consiglia, durante le prime planate, di lasciarsi trascinare dal vento (andare di lasco) senza pretendere di voler per forza bolinare. La bolina arriverà col tempo!

Manuale Kitesurf: Partenze con la tavola (Water Starts)
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Manuale Kitesurf: Esercizi da eseguire per imparare a controllare il kite

Cap. 11 – Esercizi da eseguire per imparare a controllare il kite

11.1 Rotazioni del kite

Una volta fatto decollare il kite, dobbiamo cominciare a pilotarlo (controllarlo).

Supponiamo di tirare la parte destra della barra verso di noi (ossia stiamo tirando la back-line destra): il kite inizierà una rotazione verso destra, che terminerà solo nel momento in cui noi riporteremo la barra in posizione diritta, distendendo le braccia.  Se anzichè distendere le braccia, tirassimo la barra dalla parte sinistra (ricordarsi che stiamo supponendo il movimento dell’ala verso destra), non faremo altro che “frenare” la relativa semiala del kite, mentre la semiala opposta (nel nostro caso la semiala destra), più veloce, incomicerà a ruotare. Più pronunciato sarà il movimento impresso alla barra, maggiore sarà la rotazione che si avrà sull’ala.

Per esercitarsi nel controllo del kite, possiamo eseguire degli 8 (il simbolo dell’infinito) all’interno della finestra di volo. Inizialmente tenendo il kite alto vicino allo zenit ed eseguendo degli 8 molto stretti (attorno allo zenit), successivamente con degli 8 più larghi, fino a raggiungere i bordi della finestra di volo.

Con questi esercizi acquisteremo sicurezza e dimestichezza con i tempi di reazione del kite.

Suggerimento: Imparare a condurre l’ala con una mano sola. Controllare il kite con una sola mano è utile per capire quale mano ci serve in un preciso momento. Escludendo le evoluzioni e la fase delle partenze, infatti, per controllare il kite utilizziamo sempre una mano alla volta: nella finestra di volo sinistra controlleremo il kite con la sola mano destra, nella finestra di volo destra controlleremo il kite con la sola mano sinistra.

11.2 Rilancio di un kite gonfiabile dall’acqua
Rilancio del Kite da acqua tirando la back line di sinistra
Rilancio del Kite dall’acqua tirando la back line di sinistra

Con i moderni kite a 4 linee, rilanciare un kite caduto in acqua è veramente semplice.

E’ sufficiente infatti tirare con forza una delle due back-lines (utilizzando la barra o tirando direttamente la back-line stessa) e il kite comincerà a spostarsi fino ad arrivare a bordo finestra dove, dopo che si sarà messo in posizione verticale, sarà semplice farlo decollare (sempre continuando a tirare la back-line, si solleverà dall’acqua). Solo quando il kite sarà in volo potremmo rilasciare la back-line e manovrare il kite posizionando le mani sulla barra.

11.3 Camminare con l’ala in volo

Tenendo il kite a bordo finestra (ad un’altezza di circa 45-60° rispetto a terra) e controllandolo con una sola mano sulla barra, cominciamo a camminare di traverso al vento, sfruttando la leggera trazione laterale che il kite esercita su di noi.

Impariamo a camminare in tutte le direzioni: ci sarà utile quando dovremo entrare in acqua o quando faremo i primi bordi e dovremo tornare, dopo aver scarrociato, al punto di partenza camminando lungo la spiaggia con la tavola in mano.

11.4 Body drag

Saper effettuare il body drag (“trascinamento del corpo” in acqua) è fondamentale.

Esistono due tipi di Body drag:

  1. Body drag laterale (o di traverso) che viene utilizzato per raggiungere velocemente, senza la tavola ai piedi, un oggetto/luogo/compagno che si trova ai nostri lati; Il controllo del kite durante il body drag di traverso è esattamente lo stesso che effettuiamo quando cammiamo, in spiaggia, col kite in volo:
    1. Partiamo dalla posizione di kite allo zenit;
    2. Facciamo scendere l’ala lentamente lungo il bordo della finestra di vento (destra o sinistra a seconda delle esigenze) e fermiamola a circa 45-60° rispetto al livello del mare (In condizioni di poco vento sarà meglio portare il kite in una parte più alta del bordo della finestra per evitare che possa “stallare”);
    3. Distendiamoci il più possibile su un fianco (per creare meno resistenza e favorire l’avanzamento) controllando il kite (posizione e de-power) con una sola mano. Incominceremo a muoverci di traverso;
    4. Usare l’altra mano/braccia come deriva (braccio teso, mano aperta);
  2. Body drag di lasco (o di poppa) che ci consente di muoverci nella direzione del vento;  per eseguire il body drag di lasco dobbiamo far muovere il kite, dopo avere rilassato il corpo e tenendo le gambe all’indietro, con dei movimenti a 8 intorno allo zenit; con tali movimenti, incominceremo a muoverci e a planare sulla pancia muovendoci sottovento.

Praticando kitesurf, qualche caduta è inevitabile. Quando ciò capita. perdiamo la tavola che, di solito, rimane inevitabilmente sopravvento a noi. Col body drag possiamo mantenere la posizione e apettare che il vento spinga verso di noi la tavola. .

  1. Supponiamo di voler partire a destra (mure a dritta)
  2. Dopo aver portato l’ala allo zenit, assuamiamo una posizione analoga a quella che abbiamo da seduti, con buso leggermente all’indietro e gambe piegate (immagiamo di avere la tavola ai nostri piedi, esattamente di traverso al vento).
  3. Dovremo sfruttare la trazione del kite per poter sollevarci leggermente dall’acqua: dovremo quindi scegliere quell’area della finestra in cui avremo la giusta trazione per poterci sollevare senza sforzo e con naturalezza (un’eccessiva trazione ci farà sbilanciare e cadere in avanti). Visto che sappiamo che il kite ci trasmette sempre più forza mano a mano che lo portiamo verso le zone centrali della finestra di volo, faremo scendere il kite con delle picchiate progressive, partendo sempre da una posizione vivina allo zenit.
  4. Facciamo slittare leggermente il kite a sinistra lungo il bordo finestra (a ore 11)
  5. Facciamo scendere il kite in diagonale a destra verso il centro della finestra (deciso comando a destra)
  6. Appena cominciamo a sentire la trazione sufficiente a farci sollevare, assecondiamola con il corpo e contemporaneamente facciamo risalire il kite allo zenit (deciso comando a sinistra)

Nota: Con la tavola ai piedi, questi comandi andranno ripetuti più volte (eseguendo dei movimenti simili agli 8 che abbiamo imparato a fare in precedenza) fino a che in nostro corpo non si solleverà con facilità dall’acqua portandoci alla planata.

Manuale Kitesurf: Esercizi da eseguire per imparare a controllare il kite
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Manuale Kitesurf: Sistema di De-power

Cap. 10 – Sistema di De-power

Sistema de-power - Manuale Kitesurf
Sistema de-power – Manuale Kitesurf

Il sistema de-power, ci permette di dosare la trazione del kite.

Ricordiamoci che mentre noi siano connessi al kite tramite le front-lines e il chicken loop, la barra, cui sono connesse le back lines, è libera di scorre avanti e indietro: tirando la barra verso di noi o rilasciandola non facciamo altro che variare l’angolo di incidenza del kite col vento, dando rispettivamente più trazione o meno trazione (ossia diamo o togliamo potenza); la possibilità che abbiamo di far scorrere la barra cambiando l’angolo di incidenza del kite col vento cambiando la trazione (la potenza) che il ktite ci trasmette, è chiamato “sistema di de-power”.

Dopo aver preso potenza tirando la barra, se rilasciamo la stessa, il kite perde potenza ma risulta essere molto più veloce.

Allo zenit l’ala ha un angolo di incidenza quasi nullo col vento: ha dunque poca trazione ed è la posizione ideale se ci si vuole riposare.

Per quanto detto in precedenza, nel controllare il kite dobbiamo abbinare l’uso del de-power al movimento dell’ala nella finestra (muovendola a desta e a sinistra). La ricerca della trazione di cui abbiamo bisogno deve dunque essere fatta non solo muovendo il kite da bordo finestra alle zone di maggior potenza, ma anche tirando e rilasciando la barra. Abituiamoci quindi a tirare progressivamente a noi la barra quando facciamo scendere il kite dallo zenit verso il basso (muovendolo a destra e a sinistra) alla ricerca della potenza e a distendere le braccia (rilasciare la barra) quando invece vogliamo far risalire velocemente il kite allo zenit.

Note:

  • Quando iniziamo a fare kite è quasi istintivo tirare la barra se ci si sente in equilibrio precario o in difficoltà. Così facendo però il kite acquista potenza e, dato che siamo alle prime armi, diventa ingovernabile!
  • In caso di difficoltà, togliere le mani dalla barra (lasciare la barra)! In tal modo il kite perderà potenza e non farà altro che cadere a bordo finestra. A quel punto, con calma, potremo sistemarci, rilanciare il kite e ricominciare ad esercitarci!
Manuale Kitesurf: Sistema di De-power
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